L’Agenzia regolatoria europea ha deciso di chiarire il profilo dei bifosfonati, i farmaci comunemente impiegati per il trattamento dell’osteoporosi, dando il via a una revisione di tutti i dati disponibili. Il problema, recente, si deve alla pubblicazione sul Journal of bone and mineral research dei risultati di uno studio, che ha fatto emergere un collegamento tra un loro uso prolungato e la comparsa di fratture atipiche del femore.
L’Fda (Food and drug administration) ha deciso di continuare le ricerche per vedere se quei dati saranno confermati. L’Ema (European medicines agency) ha girato immediatamente la questione al Committee for medicinal products for human use (Chmp) che dovrà rivalutare il profilo rischio/beneficio dei bifosfonati.
Il Comitato ha già iniziato considerando quegli studi che attribuiscono la comparsa di fratture atipiche, non comuni o dovute a sollecitazione, a questa classe di farmaci.

